Pubblicazioni Di Matrimonio

Le Pubblicazioni di Matrimonio

In cosa consistono, la documentazione da produrre e la tempistica

Pubblicazioni di matrimonio

Le pubblicazioni di matrimonio hanno lo scopo di rendere pubblica l’intenzione dei futuri sposi di contrarre le nozze, al fine di porre a conoscenza della popolazione tale volontà. La procedura è obbligatoria e disciplinata dalla legge (Art. 93 e seguenti del Codice Civile), con l’obiettivo di informare chiunque sia legittimato a opporsi all’unione matrimoniale dei soggetti indicati.

La pratica è stata introdotta dal Concilio di Trento con la finalità di accertare che gli sposi si trovino nelle giuste condizioni civili e legislative per potersi sposare. La Legge 69/2009 indica che le pubblicazioni matrimoniali devono essere rese pubbliche anche attraverso i mezzi informatici.

Chi deve richiedere le pubblicazioni

Le pubblicazioni matrimoniali devono essere richieste dagli sposi presso l’apposito ufficio comunale e affisse nei luoghi di residenza dei soggetti. Sono infatti entrambi i futuri coniugi che devono fare richiesta e non uno solo.

  • Nello specifico, la legge disciplina la questione indicando che la domanda relativa alle pubblicazioni di matrimonio può essere fatta da due persone maggiorenni di sesso differente e civilmente libere, prive di precedenti unioni matrimoniali con riconoscimento civile. Inoltre i due soggetti non devono essere parenti o affini e non possono nemmeno essere tra loro legati da vincoli adottivi o di affiliazione, salvo speciali diverse disposizioni giudiziarie.
  • Il giudice può consentire che la richiesta venga effettuata anche a partire dal sedicesimo anno di età, solo nel caso in cui vi sia un’apposita dispensa rilasciata dal Tribunale Minorile.
    Qualora uno o entrambi i soggetti fossero stranieri, essi devono avere i requisiti ammessi dalla legge ed essere civilmente nella posizione idonea per contrarre matrimonio.

Come si richiedono le pubblicazioni

Le pubblicazioni di matrimonio seguono un procedimento ben preciso che ha inizio con la fase di richiesta all‘Ufficio di Stato Civile del comune di residenza di uno dei due futuri sposi.

Da questo momento si avvia quella che viene definita pratica matrimoniale:

  1. Innanzitutto conviene sempre chiamare in Comune e prendere un appuntamento con l’incaricato, il quale fissa il giorno in cui entrambi i futuri coniugi devono presentarsi di persona all’ufficio del municipio. Questo perché è necessario che venga manifestata la volontà di contrarre matrimonio.
  2. Al momento sono richiesti dei documenti (carta d’identità e codice fiscale, mentre altri documenti disponibili in Comune, come certificato di residenza e simili, verranno verificati successivamente).
  3. Se il matrimonio sarà di tipo religioso, è necessaria la richiesta scritta del parroco della parrocchia in cui si celebrerà il Sacramento. Quindi è bene prima recarsi proprio da lui per poter avere a disposizione quanto richiesto dal Comune.
  4.  Una seconda fase si definisce “di istruttoria” e ha lo scopo di accertare che quanto dichiarato dai soggetti che hanno formulato la richiesta di pubblicazioni nuziali sia corretto. In questa fase i vari certificati vengono richiesti e acquisiti presso i Comuni di residenza dei futuri coniugi.
  5. Infine si ha la pubblicazione ufficiale mediante l’esposizione nella relativa bacheca comunale, eventualmente quella parrocchiale e sull’Albo Pretorio. Vige l’obbligo di pubblicazione anche on-line presso il sito indicato dal Comune.

E’ compito dell’incaricato inviare la documentazione al comune di residenza dell’altro soggetto, qualora fosse diverso da quello in cui è stata formulata la richiesta.

La pubblicazione di  matrimonio civile, per essere valida, deve contenere per ciascun soggetto il nome e il cognome, la data e il luogo di nascita, la residenza, la cittadinanza e lo stato civile (nubile o celibe o altro).

La documentazione speciale necessaria

Una parte della documentazione è disponibile d’ufficio, ovvero reperibile autonomamente dal Comune, mentre l’altra va recuperata direttamente dagli sposi.

Vi sono poi casi speciali che meritano menzione poiché si rendono necessari dei documenti particolari.

– Richiesta del parroco in caso di matrimonio con rito religioso.
– Nullaosta per un cittadino straniero che desidera contrarre matrimonio in Italia.
Dichiarazione del Tribunale in caso di situazioni che richiedono dispensa (ad esempio matrimonio tra parenti o affini o in caso di minori).

Scegliere le tempistiche adeguate

Si sa che in certi momenti i tempi si riducono e tutto tende a comprimersi, soprattutto quando il periodo delle nozze si avvicina sempre più in modo inesorabile.

Per questo è bene conoscere le tempistiche necessarie per le pubblicazioni, quando richiederle, quanto lasciarle esposte e entro quanto tempo bisogna celebrare il matrimonio.

30 giorni: per la pubblicazione serve circa un mese, da quando l’intera documentazione necessaria per fare domanda per le pubblicazioni viene consegnata al comune a quando questo pubblica ufficialmente il foglio nell’apposita bacheca comunale e sull’albo on-line.
8 giorni: questo è il lasso temporale in cui le pubblicazioni matrimoniali rimangono in pubblica esposizione. Al termine del periodo (stabilito per legge), si hanno 3 giorni di tempo per accettare eventuali opposizioni di persone terze. Dal quarto giorno è quindi possibile celebrare il matrimonio regolarmente.
180 giorni: entro 6 mesi i soggetti devono celebrare il loro matrimonio per evitare che le pubblicazioni perdano validità. L’intero iter prevede infatti un periodo di validità di 180 giorni, trascorsi i quali, se l’intenzione è ancora quella di convolare a nozze, i protagonisti devono ripetere l’intera procedura da capo.
4 giorni: quando le pubblicazioni sono state regolarmente redatte, entro 4 giorni dall’avvenuta esposizione, viene rilasciato un certificato che attesta la validità della procedura religiosa ai fini civili.

Autocertificazione di matrimonio civile

L’autocertificazione di matrimonio è una dichiarazione che ha lo scopo di sostituire il Certificato di Matrimonio ed è redatta personalmente da uno dei coniugi. Il testo è volto a dichiarare che colui che firma l’autocertificazione è regolarmente sposato con il suo coniuge. Per fare in modo che la dichiarazione sia valida, deve riportare i nomi dei soggetti (entrambi i coniugi), i dati degli stessi (compreso il codice fiscale) e l’indicazione chiara della data e del luogo di matrimonio.
Il firmatario ha l’obbligo di allegare una copia fronte e retro della propria carta d’identità al fine di accertare la veridicità della firma e di quanto dichiarato, per il quale si assume la responsabilità. Il D.P.R. 445/2000 disciplina tale autocertificazione.

Richiesta di pubblicazione per matrimonio religioso

Il matrimonio religioso ha validità anche sotto l’aspetto civile e questo è testimoniato non solo a partire dall’iter necessario per la richiesta delle pubblicazioni, ma anche dalla lettura che il parroco a fine celebrazione fa agli sposi degli articoli del Codice Civile inerenti la famiglia come prevede il matrimonio concordatario.

In caso di richiesta di pubblicazioni di matrimonio celebrato secondo il rito religioso, è opportuno recarsi dal proprio parroco per tempo. I primi documenti che vengono richiesti sono il certificato di battesimo e il certificato della cresima: questi potrebbero essere disponibili nella parrocchia in cui sono stati eseguiti quei sacramenti.

Nel caso in cui ci sia stato un trasferimento è dunque opportuno andare a recuperare la documentazione necessaria nella vecchia parrocchia.

Manifestando al parroco la volontà di sposarsi, si avvia il procedimento che prevede prima di tutto un consenso, atto ad accertare, sotto giuramento, che tale intenzione sia spontanea e non dipendente da volontà forzata altrui.

A questo punto il parroco rilascia un certificato che deve essere successivamente consegnato all’Ufficio del comune che si incarica dell’iter burocratico delle pubblicazioni matrimoniali.

In caso di matrimonio religioso le pubblicazioni verranno esposte anche nella parrocchia del coniuge se diversa e nella parrocchia dove verrà celebrato il rito matrimoniale qualora non dovesse essere la stessa.

Situazioni speciali

Vi sono delle situazioni che si possono ricondurre a speciali fattispecie in grado, in qualche modo, di modificare l’iter del procedimento inerente le pubblicazioni di matrimonio, sia sotto l’aspetto delle tempistiche che della documentazione necessaria.

Oltre a quelle già citate poco sopra, per le quali serve un decreto del Tribunale, esistono altre casistiche che coinvolgono le pubblicazioni.

– Un matrimonio celebrato senza le pubblicazioni resta valido nonostante però sia classificato come irregolare e gli sposi sono sottoposti al pagamento di una sanzione.

– E’ facoltà del Tribunale, qualora incorrano motivazioni ritenute gravi, accorciare i tempi di esposizione delle pubblicazioni o addirittura dispensare i soggetti dalla pubblicazione. Un esempio è un matrimonio tra due coniugi in cui uno è in serio pericolo di vita.

– Se uno dei soggetti è residente in un comune da meno di un anno, le pubblicazioni devono essere esposte anche nel comune di residenza precedente.