Le Separazioni Legali

Le Separazioni Legali

Possono essere transitorie ma nella maggior parte dei casi portano al divorzio

Le Separazioni legali

La separazione è la fine di un percorso, un momento desiderato o temuto che pone un punto definitivo al matrimonio civile che terminerà col divorzio.

È un evento che rimette in gioco una vita intera, rimescola abilmente quelle che erano le proprie aspettative e certezze.

La separazione apre le porte a un periodo contraddistinto dalla confusione e molte volte dal dolore.

Conoscere gli aspetti legali di questo istituto giuridico è il primo passo necessario per non commettere errori in un momento che si profila come uno dei più delicati nella vita emotiva di un essere umano.

La separazione legale

  • La separazione è per sua natura transitoria. Essa può concludersi con il divorzio oppure con una riconciliazione.
  • Esistono tre tipi di separazioni :la separazione di fatto, consensuale e giudiziale.
  • Le seconde e terze sono separazioni legali la prima è solo un accordo tra le parti.

La separazione di fatto

La separazione di fatto è l’interruzione del matrimonio a opera di uno dei due coniugi senza che sia intervenuto il giudice.

È la presa di coscienza personale di un rapporto arrivato al capolinea, il primo atto che sottolinea la crisi forse irreversibile del matrimonio.

La separazione di fatto avviene spesso dentro casa. I coniugi continuano a vivere insieme per ragioni economiche o per i figli, pur non essendo più una coppia.

Da un punto di vista giuridico la separazione di fatto non ha nessun effetto. Non è regolamentata dalle leggi e soprattutto non costituisce il termine dal quale far decorrere l’inizio della separazione legale.

È semplicemente il primo atto da compiere, importante a livello personale ma non dal punto di vista giuridico.

Spesso tale separazione consiste nell’uscita fisica di uno dei due coniugi da casa. Tale comportamento può essere configurato in alcuni casi come abbandono del tetto coniugale (punibile ai sensi dell’articolo 570 c.p.) e utilizzato come addebito negli atti giudiziari successivi.

La separazione consensuale

La separazione consensuale è quella preferita dal nostro ordinamento perché presuppone una conflittualità quasi del tutto assente e soprattutto ipotizza una collaborazione dei due coniugi nella tutela e nella salvaguardia del benessere dei figli.

Nella consensuale marito e moglie decidono di separarsi di comune accordo e di stabilire a priori il destino della casa coniugale, la divisione dei beni, l’affidamento dei figli e l’assegno di mantenimento.

Gli accordi devono essere presi insieme ai propri avvocati (o al singolo avvocato se la coppia preferisce) e per essere validi devono essere omologati dal Tribunale competente.

Nel caso della separazione consensuale non è possibile richiedere l’addebito, una procedura che deve essere valutata con attenzione dal giudice, l’unica figura che può decidere se ricorrono o meno i termini per procedere alla separazione con addebito.

I figli e la casa coniugale nelle separazioni legali

L’articolo 337 bis (d.lgs. 154/2013) disciplina la materia della potestà genitoriale. Gli accordi presi in fase di separazione consensuale dovranno tener conto di alcune necessità specifiche come l’obbligo al mantenimento, l’assegnazione della casa coniugale, il diritto del minore di mantenere un rapporto sano e sereno con entrambi i genitori e l’obbligo del mantenimento nei confronti dei figli maggiorenni qualora questi non siano autosufficienti.

Nell’ottica della tutela del minore nelle separazioni legali va considerata anche l’assegnazione della casa familiare, la quale viene data di norma al genitore che si occupa maggiormente dei figli.La procedura

  • Come sottolineato in precedenza, la separazione consensuale comporta un previo accordo tra i coniugi sugli aspetti più importanti e le conseguenze di tale atto.
  • Il passo successivo, quello che dà vita alla separazione legale, è la presentazione dell‘istanza all’ufficio della cancelleria del Tribunale competente.
  • Ai sensi dell’articolo 706 del codice di procedura civile, il foro competente è quello di residenza o di domicilio di almeno uno dei due coniugi.
  • È buona norma accertarsi preventivamente circa il tipo di documenti che dovranno accompagnare la richiesta di separazione. In linea di massima sono necessari:

• copia del documento fiscale dei due coniugi

• copia del codice fiscale di entrambi

• estratto dell’atto di matrimonio

• certificato di residenza

• stato di famiglia

• dichiarazione dei redditi di marito e moglie risalenti fino a tre anni prima

Il ricorso (da indirizzare al Presidente del Tribunale) deve contenere anche la richiesta della fissazione della data dell’Udienza e gli accordi raggiunti dai coniugi.

  • Una volta ricevuto il ricorso, il Presidente ha cinque giorni di tempo per stabilire la data dell’udienza.

L’udienza nelle separazioni legali

I due coniugi hanno l’obbligo di presentarsi personalmente alla prima udienza.

In questa sede infatti il giudice tenterà una riconciliazione, dopo aver ascoltato la coppia, prima singolarmente poi insieme.

Qualora si raggiunga una riappacificazione, il giudice emette un verbale di chiusura della procedura.

In caso contrario, il giudice redige un verbale dove vengono trascritti gli accordi presi dalle parti che dovranno essere omologati dal giudizio collegiale dei magistrati.

Se sono presenti minori, sarà necessaria l’omologazione anche del Pubblico Ministero.

Qualora vengano ritenuti legittimi gli accordi presi dai coniugi, in calce all’atto di matrimonio verrà annotato il decreto di omologazione che ha titolo esecutivo.

L’omologazione

L’omologazione è un atto essenziale nella separazione. Essa ha la capacità di rendere legittimi gli accordi presi dai coniugi e attesta che le condizioni della separazione sono conformi alla legge.

Dal momento dell’omologazione inziano a decorrere i sei mesi necessari per la richiesta di divorzio.

A volte può capitare che il giudice ravvisi qualche errore o qualche norma non rispettata, soprattutto in merito alla tutela dei minori.

In questo caso i due coniugi devono affrontare un’altra udienza nella quale il giudice illustrerà loro le modifiche da seguire.

In caso di rifiuto non viene ratificata l’omologazione.

La convenzione di negoziazione assistita

Il decreto legge 132 del 2014, nel chiaro intento di snellire l’iter burocratico, ha introdotto l’istituto della negoziazione assistita.

Tale procedimento mira a rendere più semplice e veloce il procedimento legato alla separazione.

Le parti stilano di fronte a un avvocato un accordo dove convengono di cooperare in buona fede e in lealtà nella risoluzione della loro controversia.

Il legale (o i legali) sottoscrivono e certificano che le condizioni scritte siano in ottemperanza alle legge vigenti.

A questo punto l’accordo ha valore esecutivo. Entro 10 giorni l’avvocato deve trasmetterlo all’ufficiale di stato civile che notificherà la negoziazione assistita in calce all’atto di matrimonio.

Tempi della separazione consensuale

Come facilmente intuibile la consensuale è la separazione che garantisce tempi brevi e veloci nella risoluzione definitiva del matrimonio.

La separazione giudiziale

La separazione giudiziale è disciplinata dall’articolo 151 del codice civile.

Vi si ricorre quando è impossibile l’accordo e prende avvio dal ricorso presentato da uno dei due coniugi (o da ciascuno per conto proprio) presso il Tribunale competente.

Tale tipo di separazione è molto più lunga e costosa della consensuale.

Può essere richiesta la separazione con addebito quando si ravvisano violazioni dei doveri che derivano dal matrimonio, come ad esempio, l’obbligo di fedeltà e di assistenza morale e materiale.

Il coniuge al quale viene addebitata la separazione (su parere del giudice) perde il diritto al mantenimento, conservando soltanto quello agli alimenti se sussistono le condizioni previste dalla legge.

La procedura

I due coniugi sono tenuti a comparire personalmente di fronte al giudice per la prima udienza.

La mancata comparizione comporterà delle conseguenze differenti se l’assente è il coniuge che ha presentato il ricorso oppure quello che è stato convenuto in giudizio.

Come per la consensuale, il giudice tenterà una riconciliazione e in caso di fallimento, avvierà la separazione giudiziale, emanando nel caso provvedimenti urgenti per la tutela dei figli e del coniuge più debole.

A questo punto si apre il secondo step della separazione giudiziale che vede la nomina di un giudice istruttore e la fissazione di una nuova udienza durante la quale sarà formulata la sentenza di separazione definitiva che può essere impugnata come qualsiasi sentenza ordinaria.

Da questo momento devono decorrere 12 mesi prima di poter chieder il divorzio.

Affidamento dei figli e casa coniugale

Come nel caso della consensuale, anche nella separazione giudiziale si ottempera al principio della tutela dei minori.

Per questo motivo la casa coniugale sarà di regola affidata anche al genitore non proprietario se questi si occupa maggiormente dei figli.

Il divorzio

  • Il divorzio è l’istituto giuridico che scioglie il matrimonio dopo le separazioni legali.
  • La sentenza di divorzio viene pronunciata dal Tribunale competente e viene sempre preceduto da un tentativo di riconciliazione da parte del giudice.
  • Per poter richiedere il divorzio deve essere accertata la presenza dei requisiti richiesti dalla legge come la presenza di una separazione legale, se il coniuge ha compiuto un reato grave, se il coniuge ha cambiato sesso, ottenuto l’annullamento in patria se straniero oppure se le nozze non sono state consumate.
  • Esistono vari tipi di divorzio. Il divorzio giudiziale è richiesto da uno dei due coniugi anche in mancanza di accordo con l’altro mentre il divorzio a domanda congiunta è richiesto contemporaneamente dalla ex- coppia, rendendo il procedimento molto più veloce e “snello”.
  • Infine il divorzio con negoziazione assistita prevede la sottoscrizione (di fronte a un avvocato) di un accordo da parte dei coniugi attraverso il quale vengono stabilite le modalità del divorzio con particolare attenzione alla gestione dei figli.