Il Matrimonio Ebraico

Il Matrimonio Ebraico

Gli ebrei sono molto attaccati alle loro usanze

Il Matrimonio ebraico.

Il matrimonio ebraico è una cerimonia molto particolare, ricca di usanze, rituali, tradizioni e formule precise che gli sposi e tutti gli invitati devono conoscere e, naturalmente, a cui devono partecipare.
La religione ebraica, come prima cosa, non prevede l’unione in matrimonio di due persone che non professino, entrambe, il credo.
Quindi, nel caso in cui uno dei due non sia ebreo, dovrà prima convertirsi alla religione ebraica e poi celebrare il matrimonio.
Questa, inoltre, costituisce anche la prima differenza rispetto ai matrimoni cattolici, ad esempio.
La cerimonia, inoltre, si può svolgere sia in lingua ebraica che nella lingua degli sposi e prevede una serie complessa e precisa di rituali codificati dalla tradizione ebraica.
Il matrimonio, in questo senso, può essere considerato come la celebrazione di un accordo tra marito e moglie, che viene trascritto formalmente in un vero contratto nuziale, che è un impegno reciproco della coppia ma anche di quest’ultima nei confronti della comunità di appartenenza.
Ma vediamo più nel dettaglio le usanze e la tradizione del matrimonio ebraico.

Matrimonio ebraico, gli atti preliminari alla cerimonia

  • Prima del matrimonio e subito dopo la decisione della coppia di unirsi ufficialmente, si fanno incontrare i genitori degli sposi tra loro.
  • Un momento molto importante nella tradizione ebraica perché quest’ultima prevede, ancora oggi, che i genitori diano il proprio consenso al matrimonio.
  • Nel caso in cui, comunque, ci fosse qualche obiezione, la legge ebraica consente che la coppia si unisca in matrimonio lo stesso.
  • Solo dopo questo incontro, si dà l’annuncio agli amici e agli altri parenti meno diretti.
  • La tradizione vuole che l’uomo regali l’anello alla donna, meglio se in privato e con una certa intimità.
  • In alcuni casi, se gli sposi o uno dei due, appartengono a una comunità ebraica ortodossa, l’atto stesso del fidanzamento può essere rappresentato anche da un documento sulle condizioni del fidanzamento chiamato Tena’im.

Una sorta di rituale a cui partecipano non solo gli sposi, ma anche la famiglia e gli amici più cari.

È questo il momento in cui si mettono per iscritto anche la data e ogni dettaglio del matrimonio, ma anche gli aspetti più prettamente materiali dell’unione, come quelli finanziari, compresi i “doveri” dei genitori nei confronti della coppia.

Si tratta di un vero contratto, scritto direttamente dal rabbino, che nel caso in cui non venga rispettato prevede anche delle clausole penali.

Oggi questo tipo di rituale è un po’ in disuso, anche se si è tradizione, comunque, fare una festa di fidanzamento, una cerimonia che rappresenta comunque un momento molto solenne e serio.

Il matrimonio ebraico e la Ketubà

La Ketubà, invece, è un documento di matrimonio in cui gli sposi mettono per iscritto i rispettivi impegni.
Normalmente viene scritta in aramaico e a quella generica vengono aggiunte le informazioni specifiche sugli sposi con la data, la festa, i loro testimoni, il luogo della celebrazione e così via.
Questo documento viene letto in pubblico e viene dato dall’uomo alla donna durante il rito.
La Ketubà contiene anche la dote simbolica o meno della sposa e la cifra che, in caso di divorzio, il marito si impegna ad assicurare alla moglie.

I matrimoni ebraici oggi in Italia sono molti meno e ampliamente superati da quelli misti.

Il Matrimonio ebraico, le questioni burocratiche

  • Ci sono anche, come sempre, delle questioni burocratiche da espletare nel caso di un matrimonio ebraico.
  • Innanzitutto, ci si dovrà rivolgere all’Ufficio Rabbinico che darà le informazioni utili per scegliere la data del matrimonio e aiuterà la coppia per la casa e la famiglia ebraica.
  • Spesso ci sono dei corsi prematrimoniali da seguire, focalizzati sulla tradizione ebraica, il diritto matrimoniale, sul sabato ebraico e sulle feste tradizionali, sulla Torah e il suo insegnamento ai figli, sulla relazione coniugale e sulla solidarietà.
  • Per le pubblicazioni, la coppia deciderà anche dove sposarsi, consegnando tutti i documenti necessari all’ufficio preposto del proprio Comune per gli effetti del Matrimonio civile.
  • Le pubblicazioni non possono essere fatte di sabato o in un giorno di festa.

Il matrimonio ebraico, il rituale del bagno della sposa

Il matrimonio ebraico prevede, tra i tanti rituali, anche quello della Tevilà, ovvero il bagno della sposa nel Mikvè.
Si tratta di una vasca di acqua piovana o di fonte naturale in cui la sposa dovrà immergersi per la Tevilà, dopo almeno una settimana dalla fine dell’ultimo ciclo, badando bene a non indossare anelli, smalto, rossetto o qualunque accessorio anche minimo che non consenta un’immersione completa nell’acqua.
La sposa deve immergersi anche con il volto e la testa nella vasca, tenendo la bocca chiusa senza serrarla.

Come si celebra il matrimonio ebraico

A questo punto gli sposi sono pronti per la cerimonia vera e propria che si svolge sotto la Chuppah, vale a dire un baldacchino che riproduce la futura casa della coppia, in velluto rosso e con dei ricami dorati.

Qui arrivano prima il rabbino officiante, lo sposo e tutti gli invitati maschi e soltanto alla fine, naturalmente, la sposa che dovrà fare sette volte il giro sotto la Chuppah.

Questo numero, il 7, è molto importante e ricorrente nella tradizione ebraica e sta a indicare il senso di integrità e completezza che gli sposa non avrebbero separatamente.

La benedizione avviene prima tramite un calice di vino, mentre il rabbino proclama un sermone.

La coppia beve dallo stesso calice benedetto e poi si scambia gli anelli.

Ed è proprio con lo scambio degli anelli che gli sposi si uniscono nel matrimonio ebraico.

Le fedi devono essere semplici e in oro giallo e stanno a simboleggiare l’amore eterno sancito dal matrimonio.

L’anello deve appartenere legalmente allo sposo, perché colo così lui può trasferire il suo diritto esclusivo sulla sposa nel momento del rito nuziale.

A questo punto viene letto il Ketubah con la proclamazione dei doveri coniugali, soprattutto dello sposo nei confronti della sposa, il contratto viene firmato dalla coppia e dai loro testimoni che non devono essere parenti degli sposi.

Ed è proprio il Ketubah a separare simbolicamente le due parti della cerimonia, dove la prima viene chiamata Kiddushin e la seconda Nissuin.

Dopo la benedizione del calice di vino, ci sono le sette benedizioni che proteggeranno l’unione della coppia, che secondo tradizione dovrebbero essere cantate da sette invitati diversi, quindi gli sposi bevono il vino e il bicchiere viene poi distrutto dallo sposo dopo averlo pestato in terra.

Questo atto simbolico sta a ricordare la distruzione dell’antico tempio di Gerusalemme.

Conclusione della cerimonia matrimonio ebraico

La cerimonia si conclude con un altro rituale chiamato rappresentato dal consumo di consommé in privato.
Solo quando la coppia si sentirà pronta, la festa vera e propria comincerà, sancita dalla benedizione del pane che simboleggia l’unione nuova tra le famiglie.
Infine, ci sono delle regole anche per la data del matrimonio, che non può essere fissata durante lo Shabbat, cioè di sabato, né durante le feste ebraiche, durante la Pasqua o nelle ultime tre settimane estive.