La Coppia di Fatto

La Coppia Di Fatto

La coppia di fatto e’ una nuova forma di famiglia modena detta anche convivenza

Coppia di fatto definizione

Secondo l’Istat, ad oggi, in Italia ci sono quasi due milioni di coppie di fatto e circa un bambino su tre è figlio di genitori non legati dal vincolo del matrimonio, né religioso né civile.

La coppia di fatto è quindi una realtà importante del nostro tessuto sociale, anche se non sempre vengono loro riconosciuti i giusti diritti e corrisposta la giusta importanza.

Cosa significa coppia di fatto

Per coppia di fatto s’intende una coppia formata da due persone che, seppur nella quotidianità vivano come se fossero sposati, giuridicamente non lo sono.

  • Rientrano nel concetto di coppia di fatto i conviventi, i fidanzati che coabitano, le coppie omosessuali, le coppie formate da persone separate o divorziate dai coniugi precedenti. 
  • La differenza sostanziale tra le coppie di fatto e le unioni civili risiede nei riconoscimenti minimi di alcuni importanti diritti in queste ultime, anche se esse non sono equiparabili all’istituzione vera e propria del Matrimonio.
  • Legalmente, queste coppie non sono riconosciute come tali, anche se moralmente vivono esattamente come chi è sposato.

La differenza tra coppia sposate e coppia di fatto

Seppur sentimentalmente, moralmente ed eticamente chi convive si comporti esattamente come chi è sposato, per la legge le due cose non sono equiparate.

La giurisprudenza, infatti, differenzia la “coppia di fatto” dalla “coppia di diritto”, che sarebbe quella unita dal vincolo matrimoniale quelle famiglie di tipo tradizionale.

Ai conviventi non sono richiesti gli stessi doveri che si pretendono dagli sposati: coabitazione, fedeltà, assistenza ma, in egual misura, non vengono loro corrisposti gli stessi diritti.

Per la legge i conviventi non sono parenti.

Ad esempio, se uno dei due viene ricoverato o si ammala, l’altro non ha diritto a ricevere informazioni riservate ai parenti né a poterlo assistere.

Il compagno convivente non può farsi portavoce di decisioni importanti per l’altro, ad esempio per quanto riguarda questioni molto delicate come l’accanimento terapeutico, il dono degli organi o la cremazione.

I diritti delle coppie di fatto

In realtà, l‘unico diritto riconosciuto alla coppia di fatto è quello di essere coppie di fatto. Giuridicamente, tra due compagni conviventi, nessuno deve nulla all’altro. In caso di separazione, di chiunque sia la colpa e qualsiasi sia il motivo, non è contemplato il mantenimento vicendevole né la posizione nell’asse ereditario.

Il discorso cambia per quanto riguarda i figli nati all’interno delle coppia di fatto. I bimbi di conviventi, infatti, sono stati equiparati ai figli delle coppie unite dal vincolo del matrimonio civile e, ad oggi, godono degli stessi diritti.

Eredità tra coniugi di fatto

  •  I componenti di una coppia di fatto non sono considerati, per legge, eredi l’uno dell’altro.Anche se uno dei due decidesse di stilare un testamento, questo potrebbe essere impugnato, alla sua morte, dai familiari diretti.
  • Per questo motivo, molti conviventi scelgono di stipulare delle assicurazioni private, indicando come unico beneficiario il compagno o la compagna.
  • Sempre per lo stesso motivo, quasi sempre, le coppie di fatto scelgono di cointestare gli immobili o le attività commerciali al 50%, in modo da riuscire a salvare almeno una parte del patrimonio, in caso la famiglia dell’uno o dell’altro intervenisse per vie legali.

I diritti dei figli della coppia di fatto

I bambini nati all’interno di una coppia di fatto, se legalmente riconosciuti, hanno gli stessi diritti di quelli nati da coppie sposate.

Diventano, fin dalla nascita, diretti eredi sia della madre che del padre. Hanno diritto al mantenimento da parte di entrambi i genitori e sottostanno alla patria potestà di entrambi.

Per quanto riguarda tutte le decisioni che i genitori sono chiamati a prendere per i figli minori, i conviventi hanno gli stessi diritti e doveri dei genitori sposati.

In caso di separazione dei componenti di una coppia di fatto, il giudice stabilirà il tipo di affidamento trattando i genitori come se fossero una coppia sposata.

  • Un figlio di una coppia di fatto, quindi, potrà essere affidato in modo condiviso ai due genitori o, laddove ce ne sia necessità, in modo esclusivo ad uno dei due, senza per questo perdere il diritto ad essere mantenuto e ad avere rapporti con l’altro.
  • Per quanto riguarda il mantenimento dei figli, in caso di separazione tra due componenti di una coppia di fatto, funziona esattamente come per i figli delle coppie sposate: il genitore che non convive più col minore deve corrispondere, mensilmente, un contributo economico al genitore locatario.

La cifra dell’assegno di mantenimento viene decisa dal giudice, secondo i parametri di legge regolamentari e canonici.

Gli assegni familiari per la coppia di fatto

I genitori non sposati che hanno figli legalmente riconosciuti hanno diritto, se il loro reddito non supera i limiti stabiliti, all’assegno familiare, detto anche ANF.

Le pratiche per ottenerlo, così come i requisiti, sono gli stessi che per i nuclei familiari giuridicamente regolamentari.

L’assegno familiare può essere richiesto da un solo genitore.

Se la coppia di fatto è separata, e la richiesta la fa il genitore non convivente col figlio, questi è obbligato a corrisponderlo all’altro, in aggiunta all’assegno di mantenimento personale, stabilito dal Tribunale.

Se il figlio è disabile, o bisognoso di cure particolari, i genitori, anche se non sposati, hanno il diritto di chiedere, ed ottenere, gli assegni per l’aiuto alle famiglie e di beneficiare dei permessi lavorativi dedicati a queste situazioni particolari.

I bonus statali

Per quanto riguarda gli incentivi statali dedicati ai bambini, anche quelli che nascono all’interno di una coppia di ne hanno diritto.

Quindi i vari bonus-bebè, bonus-asilo e sgravi fiscali relativi possono essere richiesti, ed ottenuti, anche dalle coppie di fatto nelle quali nasce, o esiste già, un bimbo.

L’adozione per le coppie di fatto

Al momento la legge non prevede la possibilità, per la coppia di fatto, né eterosessuali né omosessuali, di poter accedere alle liste d’attesa per l’adozione di un bambino in italia o all’estero.

C’è da dire che l’argomento è, da tempo, molto discusso nel nostro Parlamento e ci sono diversi sentori e diverse correnti di pensiero che fanno sperare nel superamento di queste vecchie leggi, per un futuro non lontano.

Per adesso c’è un solo modo, per una coppia di fatto, di diventare genitori di un bimbo adottivo: espletare la pratica all’estero e, in seguito, richiedere al giudice italiano la dichiarazione di efficacia del provvedimento adottivo.

Esistono, in Italia, alcuni casi in cui questo comportamento ha avuto esito positivo ma, non essendoci una legge che tutela le coppie di fatto sulla genitorialità adottiva, restano solo opzioni vagliabili, né sicure né garantite.

L’adozione del figlio del proprio compagno

Se, in una coppia di fatto, uno o entrambi i componenti hanno figli, questi restano, legalmente, figli esclusivamente del genitore biologico.

La legge Cirinnà, infatti, che voleva dare la possibilità dell‘adozione legale dei figli del proprio compagno, non è passata e, per adesso, il discorso sembra fermo.

I figli di uno dei componenti di una coppia di fatto, quindi, non hanno nessun diritto legale nei confronti del compagno o compagna del proprio genitore, non possono essere inseriti nel suo asse ereditario e non possono beneficiare di assegni familiari o aiuti statali chiesti da lui/lei.

Questi figli pero’ insieme alla coppia di fatto costituiscono una famiglia allargata.

La procreazione assistita nella coppia di fatto

Per quanto riguarda le pratiche legali in Italia come, ad esempio, le stimolazioni della fertilità, la fecondazione assistita, le cure pro-fertilità, non ci sono particolari problemi. Se una coppia di fatto eterosessuale ha difficoltà di concepimento può rivolgersi, come qualsiasi altra coppia, ai centri medici specializzati ed avrà accesso a tutte le analisi, le cure e le possibilità di procreazione assistita.

Alla nascita del bambino, se entrambi i genitori lo riconoscono, il piccolo avrà tutti i diritti che spettano ai figli delle coppie sposate.

Per quanto riguarda, invece, la fecondazione eterologa, da fare esclusivamente all’estero, si pone più o meno il problema che interessa le adozioni estere.

La madre, se biologica, è chiaramente la madre del bambino e avrà tutti i diritti per sè e per suo figlio ma il compagno non regolarmente sposato, se non è il padre biologico del bambino, non potrà richiederne l’adozione.

Lo stesso discorso vale per le coppie omosessuali: il genitore biologico viene riconosciuto come tale, l’altro no.

La posizione della Chiesa Cattolica sulla coppia di fatto

  • Sulla carta, per i suoi principi, la Chiesa Cattolica non è a favore delle coppie di fatto. Per questo motivo, fino a poco tempo fa, non venivano concessi i Sacramenti ai conviventi, ai separati, ai divorziati.
  • Papa Francesco, negli ultimi due anni, ha invece aperto le porte e ha dichiarato di voler concedere ai conviventi la Confessione e l’Eucarestia.
  • Questo è un piccolo passo della Chiesa nei confronti delle coppie non sposate ma, purtroppo, ancora piuttosto lontano dall’accettazione piena e dal rispetto completo.

Per quanto riguarda i figli di conviventi, invece, la Chiesa li battezza, li accetta ai corsi di catechismo e concede loro i Primi Sacramenti: la Prima Confessione, la Prima Comunione e la Cresima.